Boom di volontariato tra i giovani: i dati che smentiscono i luoghi comuni

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volontariato tra i giovani

Il volontariato giovanile cresce del 70–80 % in tre anni: dati e significati

Negli ultimi anni si sente spesso dire che i giovani sono disinteressati, apatici, chiusi nel loro mondo. Ma i dati più recenti dicono tutt’altro.

A sorpresa, in Italia sta crescendo proprio tra i ragazzi l’impegno nel volontariato.

Nel 2021 solo il 3,9 % degli adolescenti tra i 14 e i 17 anni partecipava ad attività di volontariato. Un numero basso, certo. Ma poi qualcosa è cambiato: nel 2022 siamo passati al 6,4 %, nel 2023 al 6,8 % e nel 2024 ci siamo assestati attorno al 7 %.

In tre anni, praticamente il doppio. Un trend in netta crescita, in controtendenza rispetto al calo che si registra tra gli adulti.

Questo significa che sempre più ragazzi decidono di dedicare parte del loro tempo agli altri. Non per obbligo, non per fare bella figura, ma perché lo vogliono.E questa è una notizia che vale la pena raccontare.

Certo, ci sono differenze sul territorio. Al Nord, i tassi di partecipazione arrivano anche al 10 o 16 %, mentre al Sud restano più bassi, tra il 4 e il 6 %.

Ma il segnale è chiaro ovunque: l’interesse c’è, e cresce. Ma cosa spinge un ragazzo a fare volontariato oggi? Forse non è solo il desiderio di aiutare gli altri.

Molti studi mostrano che fare volontariato fa bene anche a chi lo fa: riduce ansia e stress, migliora l’umore, fa sentire parte di qualcosa. In un periodo in cui molti adolescenti si sentono soli o sotto pressione, donare il proprio tempo può diventare un modo concreto per stare meglio.

In più, il volontariato aiuta a crescere. Si imparano responsabilità, empatia, collaborazione. Si incontrano persone diverse, si scopre il valore del lavoro di squadra. E magari si accende una passione che diventerà una parte importante del proprio futuro.

Allora forse dovremmo cambiare prospettiva. Invece di continuare a raccontare solo quello che ai giovani “manca”, potremmo cominciare a valorizzare quello che stanno già facendo. Perché nonostante tutto, c’è una generazione che sta scegliendo di impegnarsi.

E questo è un bel segnale per tutti che conferma una solida crescita del volontariato giovanile in Italia.

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